Negli ultimi anni il concetto di accessibilità negli aeroporti si è evoluto profondamente. Non si parla più soltanto di eliminare barriere architettoniche, ma di ripensare l’intera esperienza del passeggero in modo inclusivo, considerando esigenze diverse – visibili e invisibili.

L’Aeroporto Marco Polo di Venezia ha avviato un percorso strutturato proprio in questa direzione, intervenendo su linguaggio, spazi, servizi e strumenti digitali per rendere il terminal più accessibile e funzionale per tutti.


Un nuovo modo di concepire l’aeroporto

L’inclusività non è stata affrontata come un intervento isolato, ma come un processo integrato che coinvolge più livelli: comunicazione, organizzazione degli spazi, tecnologia e formazione del personale.

L’obiettivo è chiaro: trasformare l’aeroporto in uno spazio pubblico in cui le diverse esigenze non rappresentino un’eccezione, ma siano parte naturale del funzionamento quotidiano.

Questo approccio assume un valore ancora più strategico in vista dei grandi eventi internazionali, come le Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026, che porteranno un aumento significativo dei flussi e una maggiore varietà di profili di viaggiatori.


Segnaletica più chiara e linguaggio più inclusivo

Uno dei primi ambiti di intervento riguarda la comunicazione visiva all’interno del terminal. Segnaletica, pittogrammi e indicazioni sono stati oggetto di revisione per rendere più immediata l’individuazione dei servizi dedicati.

Il cambiamento più rilevante non è solo grafico, ma culturale: le aree e le funzioni rivolte a passeggeri con esigenze specifiche vengono integrate nel sistema informativo generale dell’aeroporto, senza essere percepite come spazi separati o marginali.

La chiarezza delle informazioni migliora l’orientamento, riduce l’incertezza e contribuisce a rendere l’esperienza più autonoma.


Sale Assistenze Speciali: un’attesa più dignitosa e funzionale

Le Sale Assistenze Speciali sono state ripensate partendo dall’uso concreto che ne fanno i passeggeri. Non si tratta solo di spazi tecnici dedicati all’assistenza, ma di ambienti in cui le persone trascorrono tempo in attesa.

Gli interventi hanno riguardato arredi, disposizione degli elementi e maggiore armonia degli spazi. Sedute rinnovate, tavoli di appoggio e una migliore organizzazione interna contribuiscono a rendere l’attesa più confortevole.

In prospettiva, l’introduzione di sistemi di chiamata rapida al servizio PRM punta a conciliare assistenza e autonomia, evitando che il passeggero debba rinunciare al proprio senso di indipendenza.


Un’area dedicata ai cani guida

Tra gli interventi più concreti vi è la realizzazione di uno spazio dedicato ai cani guida, pensato per rispondere alle esigenze delle persone non vedenti e ipovedenti.

Si tratta di un’area facilmente accessibile, progettata con attenzione alla funzionalità e dotata di soluzioni che ne facilitano l’utilizzo. È un esempio di come l’inclusività passi anche attraverso interventi mirati, capaci di rispondere a bisogni specifici spesso trascurati nella progettazione tradizionale.


Punti ristoro più accessibili

L’attenzione all’inclusività si estende anche alle aree commerciali. Nei punti ristoro del terminal sono stati introdotti tavolini ad alta accessibilità, casse con altezza adeguata e spazi di manovra più ampi.

Parallelamente è in sviluppo un disciplinare tecnico che definisce criteri chiari per l’accessibilità delle future aree food & beverage e retail. Questo significa che l’accessibilità non sarà più un elemento opzionale, ma parte integrante dei nuovi contratti e delle ristrutturazioni.


Wayfinding digitale e autonomia del passeggero

Un altro ambito centrale riguarda l’orientamento digitale. L’introduzione di kiosk interattivi e sistemi di wayfinding integrati con web e mobile permette ai passeggeri di individuare percorsi e servizi in modo intuitivo.

Le mappe tridimensionali e i percorsi alternativi – ad esempio senza scale – aiutano a scegliere il tragitto più adatto alle proprie esigenze. I dispositivi sono progettati per essere utilizzabili anche da persone in sedia a rotelle o con disabilità sensoriali.

In questo modo, l’informazione diventa uno strumento di autonomia e riduce la necessità di assistenza continua.


Un progetto destinato a durare

Gli interventi avviati al Marco Polo non si esauriscono in vista degli eventi sportivi internazionali, ma fanno parte di un percorso più ampio e strutturato.

Infrastrutture, comunicazione, servizi e formazione del personale concorrono a definire un modello di aeroporto in cui l’inclusione è integrata nella gestione ordinaria. Non si tratta di soluzioni straordinarie, ma di un ripensamento complessivo dell’esperienza del passeggero.


Verso un aeroporto più accessibile per tutti

L’evoluzione dell’Aeroporto di Venezia dimostra come uno scalo moderno non possa limitarsi all’efficienza operativa, ma debba considerare l’esperienza delle persone nella sua totalità.

Un aeroporto più inclusivo non è solo più equo: è anche più funzionale, più chiaro e più accogliente per tutti. Perché l’accessibilità, quando è progettata bene, migliora il viaggio di ogni passeggero.

Accessibilità all’Aeroporto di Venezia

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